La Scienza delle droghe

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El Indio
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La Scienza delle droghe

Messaggio da El Indio » mar ott 08, 2019 11:41 am

Nella nostra società v’è una diffusa tendenza a identificare la droga con il problema-droga. La storia del rapporto umano con le droghe dimostra che esiste in realtà un “fenomeno-droga” distinto dal “problema-droga”.

E’ sufficiente considerare come esempio l’alcol per evidenziare la distinzione del fenomeno dell’uso di questa droga dal problema del suo abuso. Oltre a un elevato numero di individui afflitti dal “bere problematico” o dall’alcolismo cronico, esiste un numero più ampio di individui che intrattengono un rapporto con l’alcol che non evidenzia problemi individuali e sociali (in Italia oggigiorno 5 milioni di individui sono coinvolti nel problema-alcol e un numero variamente calcolato fra i 20 e i 35 milioni è coinvolto nel fenomeno-alcol).

Il fenomeno-droga è studiato da una specifica disciplina scientifica, la Scienza delle Droghe. Di carattere multidisciplinare, essa nacque nell’Ottocento e fra i suoi padri fondatori si annovera l’italiano Paolo Mantegazza (1831-1910), medico igienista. Fu Mantegazza a intuire che si trattava di una scienza a sè stante – che definì “Scienza degli alimenti nervosi”, poiché a quei tempi le droghe erano classificate fra i tipi di alimenti – e non un mero settore di competenza della medicina o della psichiatria.

Da un punto di vista di campi di indagine e di competenze, questa scienza possiede caratteristiche comuni alla Scienza dell’Alimentazione e alla Scienza dell’Educazione, per entrambe le quali sono stati creati dipartimenti universitari e specifici percorsi formativi. Considerando il problema-droga conseguenza della patologicizzazione di meccanismi pertinenti e forse strutturanti il fenomeno-droga, risulta evidente l’importanza di un’appropriata conoscenza di questo fenomeno.

Recenti scoperte nel campo dell’etologia dimostrano che anche gli animali – dagli insetti ai mammiferi – si drogano in natura, e ciò palesa ancor più l’urgenza di uno studio fenomenologico del rapporto degli esseri viventi con le droghe. L’incombere, durante il XX secolo, del problema-droga per come oggi è conosciuto, ha portato a un disinteresse progressivo, sino alla dimenticanza, della possibilità di concepire e del dovere etico di studiare le droghe come fenomeno.

Per questo motivo lo sviluppo della Scienza delle droghe è in ritardo – anche negli aspetti epistemologici ed etici – rispetto alle affini Scienze dell’Aimentazione e dell’Educazione, e rispetto alla mole di lavoro sviluppato nel campo del problema-droga. Il numero di ricercatori studiosi di questa scienza – dal chimico all’etnobotanico delle sostanze psicoattive, all’antropologo specializzato nei culti “enteogenici” – non supera oggi in tutto il mondo le 200 unità; un numero decisamente inferiore alla schiera di professionisti applicati sul problema-droga.

Le discipline scientifiche di cui si avvale la Scienza delle droghe sono numerose e ricalcano in buona parte quelle di competenza della Scienza dell’Alimentazione: antropologia, etnografia, archeologia, sociologia, medicina, farmacologia, biochimica, oltre a etnobotanica, etnozoologia, etologia, fenomenologia delle religioni, ecc.

https://samorini.it/presentazione/scienza-delle-droghe/

https://www.visionecurativa.it/

Tirar Puede Matar
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Re: La Scienza delle droghe

Messaggio da Tirar Puede Matar » mer ott 09, 2019 10:22 am

Post molto interessante.
Io da sempre sostengo che la visione che si ha, a livello di società, della droga, sia completamente errato, o comunque retrogrado.
Oggi esistono tantissimi tossicodipendenti, dalle sostanze più svariate, che sono perfettamente integrati nella società, vivono e producono quanto gli altri, e sono fantasmi per i vari servizi quali SerD e vari. Si mascherano in mezzo ai "normali", in sostanza.
Io faccio parte di questa categoria, dato che uso oppiacei e marijuana quotidianamente, e saltuariamente altre droghe quali alcool e cocaina, mi sono laureato, ho sempre lavorato, e non sono mai stato iscritto al SerT.
Nell'immaginario comune l'utilizzatore di eroina, o di altre droghe, rimane il tossico da strada, immediatamente riconoscibile. Il fatto che invece nella società moderna ci siano moltissimi tossici perfettamente integrati,mascherati ed irriconoscibili, e perfino produttivi, spaventa l'opinione comune, che forse per questo motivo evita di affrontare l'argomento.

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