Anche le Papere si drogano [Racconto breve]

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grub
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Anche le Papere si drogano [Racconto breve]

Messaggio da grub » lun lug 15, 2019 5:30 pm

Anche le papere si drogano

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Quando ero piccolo, un bambino che da poco frequentava le elementari, i miei genitori erano soliti portarmi dal barbiere in paese per farmi dare una spuntata ai capelli. Ovviamente il classico taglio a scodella orribile ma che a me non importava molto, noncurante come tutti i bambini dell’epoca del proprio aspetto estetico.

In verità i barbieri in paese erano due. Il primo, leggermente più lontano da casa per appena una decina di metri, aveva un locale ampio e lastricato di marmo, poltrone meccaniche rivestite di pelle verdognola in un classico stile avveniristico anni ’90. Alle pareti articoli di giornali e sulle mensole coppe e statuine legate al calcio o al gioco locale della pallapugno. In particolare ricordo tre cose di quel luogo: la replica della mascotte dei mondiali di Italia ’90, anno della mia nascita, tinta con gli sgargianti colori della bandiera italiana; il barbiere stesso, figura di spicco e “sagoma” della vita di paese, con il suo portamento signorile ma affabile, dal corpo robusto e i folti baffi in stile super mario, che tanto andavano all’epoca. Terzo e non meno importante, la puzza di sigarette Merit che era solito fumarsi tutto il giorno e che da li a qualche anno se lo sarebbero portato nella tomba.

Il secondo barbiere, a un tiro di schioppo da casa mia e collocato esattamente a metà strada tra la mia abitazione e quella di un mio vecchio amico di infanzia, è un signore di una certa età, gli stessi baffi del primo ma un fisico diametralmente opposto. Alto e dal fisico poco accentuato, i modi di fare decisamente più pacati, il locale piccolo, contenuto. Un’unica poltrona anch’essa in pelle ma di un marrone biondo, qualche divanetto e sedia in un ambiente di pochi metri quadri che svolge la duplice funzione di locale commerciale e piazzetta per la conversazione e lo scambio di chiacchere di paese.
Il locale è rimasto aperto e pressoché immutato finora, stessa mobilia, stessa stazione radio che da anni alterna musica fuori moda a brevi pubblicità di attività della provincia. Un posto fermo nel tempo.

Anche se mi è capitato in più di un’occasione di frequentare il primo barbiere, i miei genitori per le loro motivazioni hanno quasi sempre preferito accompagnarmi dal secondo. Purtroppo la tempistica di attesa nelle calde e piacevoli giornate estive era assai lunga. Innumerevoli ore spese nell’attesa di inerpicarsi su quella altissima e vecchia poltrona, che venivano riempite dal costante guardare fuori dalla finestra con la smania di un carcerato che non vede l’ora di poter tornare in libertà ad assaporare l’aria aperta. Fortuna vuole che il buon vecchio barbiere avesse l’abitudine di tenere sul tavolo delle riviste, sommersi tra quotidiani e gazzette sportive, anche dei volumi di topolino, più o meno recenti. Spesso ritagliati e sgualciti, ma pur sempre leggibili. Copertine talvolta sbiadite riportanti le onestissime cifre di 1000 o 1200 lire.

Fu così che per caso lessi appassionatamente la storia riportata su una di quelle ormai vecchissime pubblicazioni di cui non ricordo il titolo e solo grossomodo riesco a ricordare la trama ivi raccontata, ma che a voi tutti, come me all’epoca, riuscirebbe a risvegliare un languido interesse…

La storia inizia con Zio Paperone che è interessato a scoprire i segreti di una civiltà di stampo amazzonico, che si dice custodisca il segreto per avere o ricevere infinita ispirazione per poter scrivere libri, saggi e racconti. Spinto dalla sua inesauribile sete di guadagno, decide di partire.
Dopo mille peripezie, Paperone (credo accompagnato da suo nipote Paperino) giunge infine al luogo dove si dice avvenga il suddetto miracolo e scopre l’esistenza di questa pratica “sciamanica” che consiste nell’ergersi all’interno di una grossa ciminiera ed inalare i fumi generati dalla combustione di piante non meglio precisate, per lasciarsi condurre in questa estasi/trance riflessiva.
Ricordo bene i disegni in cui Paperone (o Paperino), dopo essersi adoperato per iniziare il suddetto rituale con carta e penna alla mano, inizia a perdere lucidità fino a distaccarsi con la coscienza, occhi aperti ma spenti, sognanti, del tutto immerso in quello che dio solo sa cosa stesse vedendo, sentendo e provando. In breve lo si vedeva scrivere intensamente, come in preda ad una possessione, pagine e pagine di fogli fino a quasi consumarsi. Il racconto si conclude con lo scribacchino stanco e provato come dopo un’intensa sessione di allucinogeni, e la triste realizzazione che il lavoro non era servito a nulla dato che tutto il manoscritto era redatto in una lingua sconosciuta ed indecifrabile…

Quando ero piccolo, sebbene la storia mi stupì ed incuriosì non ci feci molto caso. Eppure il racconto mi rimase impresso nella mente, così come la curiosità di conoscere se davvero potessero esistere delle sostanze così forti in grado di farti vivere tali esperienze esotiche e speciali.
Aggiungete anche il fatto che a me piace scrivere, sebbene trovi spesso poca motivazione nel farlo, e capirete perché una cosa così apparentemente insignificante possa essere rimasta nel mio cuore per così tanti anni.

E questo è quanto, solo un aneddoto buffo e privo di scopo, ma che lascia molto a pensare, perlomeno a quanto sia strano di come in un giornalino per bambini ci si possa imbattere in racconti a cui gli adulti baderebbero bene di non far leggere ai loro pargoli.
Eppure, come me, sarà successo a molti altri all’epoca di leggere questa storia e anche solo poterlo ricordare e raccontare è motivo di gioia, un modo come un altro per rispolverare questa “istantanea di vita vissuta” dal cassetto dei miei ricordi.


Ps. Se qualcuno fosse a conoscenza del nome di tale racconto Disney, o anche solo il numero di pubblicazione, non esiti a contattarmi, sarei molto felice di andare a rileggermi questa “favola” dal sapore amarcord.


Grub
Ultima modifica di grub il mer lug 17, 2019 2:25 pm, modificato 1 volta in totale.
Alla fine, il viaggio psichedelico ce lo scegliamo più di quanto immaginiamo. Non siamo in balia di ciò che vediamo, è il subconscio più profondo, sono i nostri desideri inespressi che reclamano di uscire fuori da una breccia che noi stessi abbiamo aperto

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Sem
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Re: Anche le Papere si drogano [Racconto breve]

Messaggio da Sem » mar lug 16, 2019 11:37 am

Bel racconto! Scrivi davvero bene!
Purtoppo non ti posso aiutare, ho letto un solo fumetto in vita mia.

Comunque ho avuto il piacere di assistere ad una partita di pallapugno poche settimane fa durante un viaggio nelle Langhe, bel gioco!
Finchè giudichi non sarai mai libero

"La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe.
Ciascuno ne prese un pezzo e vedendo riflessa in esso la propria immagine,
credette di possedere l'intera verità."
Mevlana Rumi, Sec. XIII

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grub
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Re: Anche le Papere si drogano [Racconto breve]

Messaggio da grub » mer lug 17, 2019 2:14 pm

Sem ha scritto:
mar lug 16, 2019 11:37 am
Bel racconto! Scrivi davvero bene!
Purtoppo non ti posso aiutare, ho letto un solo fumetto in vita mia.

Comunque ho avuto il piacere di assistere ad una partita di pallapugno poche settimane fa durante un viaggio nelle Langhe, bel gioco!
Haha, sono contento che ti sia piaciuto! E' davvero un bel gioco, sia fisico che tattico. Non so se hai capito fin da subito le regole, non sono complicatissime, ma possono mandare in confusione alle prime..
Grazie per i complimenti, se ti interessa ho scritto qualche report qui sul sito, nel caso volessi leggere altro. Mi farebbe molto piacere.
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