Racconto del mio viaggio.

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gibran
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Racconto del mio viaggio.

Messaggio da gibran » lun mar 01, 2021 4:14 pm

Salve a tutti. In seguito all'esperienza fatta Sabato scorso con 4 gr di Mc kennaii. Ho sentito il bisogno di scrivere il racconto di quello che ho vissuto, un po' per condividere ed un po' per ricordare meglio un viaggio che mi è sembrato un sogno. Solo alla fine del mio racconto mi sono reso conto di aver parlato al passato remoto, come qualcosa successa anni fa. Invece sono passati solo 2 giorni, incredibile come si sballa la percezione temporale. Anche a posteriori.
Comunque il racconto che segue è decisamente lungo per un post su un forum, quindi non mi aspetto che venga letto da molti ma non importa, desideravo comunque lasciare una traccia per chiunque decida di dedicare un po' di tempo a questa lettura .
Ultima modifica di gibran il lun mar 01, 2021 7:38 pm, modificato 1 volta in totale.


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Re: Racconto del mio viaggio.

Messaggio da gibran » lun mar 01, 2021 4:16 pm

Viaggio con i funghi magici

Allora partiamo da qualche ora prima, è un preambolo necessario per mettere a fuoco la paradossale chiamata al viaggio da parte dei funghi. Era qualche giorno che avevo deciso di farlo quel sabato mattina di fine febbraio e dopo una leggera colazione potevo dire di esser pronto ma alcune resistenze interiori diciamo anche paure mi impedirono di concretizarlo. Passai buona parte della giornata a girovagare per il quartiere alla ricerca del posto giusto, del momento giusto e dell'umore giusto ma ogni cosa sembrava disturbare il mio intento, dal tempo incerto alla confusione in strada al non trovare una panchina appartata dove rilassarmi e dare inizio al rituale. Fu un crescendo di impazienza e ansia che sfocio' in vero nervosismo. In quello stato decisi di desistere. Non sarebbe stata la predisposizione d'animo giusta per affrontare un esperienza di quel tipo. Frustrato tornai a casa esausto, riposi i funghi e mi buttai a letto deciso a dormire pur di spegnere quella fastidiosa sensazione, rassegnato al fallimento dei miei intenti. Dormii circa 2 ore. Quando mi svegliai c'era un mondo nuovo, era pomeriggio inoltrato ma il sole era uscito e illuminava tutto di vita, una grande energia mi pervase, mi sentii pieno di forze. Stupito del mio cambiamento emotivo capii che quello era il momento di agire. Mi vestii alla bene in meglio ed allegro decisi di uscire di nuovo... di nuovo con i funghi in mano ma stavolta scartati dal loro involucro. Li mangiavo come patatine, con entusiasmo novello passeggiavo dirigendomi verso Ponte Milvio. Ero sul ponte quando compiaciuto finii di ingerire l'ultimo dei 4 grammi di funghi allucinogeni.
In quella mezz'ora che precede l'arrivo degli effetti presi una spremuta d'arancia in un bar nel mezzo di una piazza gremita di gente che beveva aperitivi e chiacchierava dislocata in gruppi sparsi. Era il posto più sbagliato per iniziare questa esperienza ma questa preoccupazione mi eccitava come sfidare la sorte, forte del fatto che avevo ancora un po' di tempo per defilarmi. Decisi poco dopo di spostarmi ed attendere la salita dell'effetto su una panchina sotto al fiume vicino alla ciclabile, anche lì ero pronto se avessi visto le brutte di rincasare tempestivamente visto> che abito lì vicino. Ero da pochissimo seduto quando ecco che capii che l'effetto stava sopraggiungendo, era imminente, avevo una leggera vertigine, mi sentivo intorpidito, i rumori li udivo ovattati, iniziavo a non riuscire a mettere a fuoco le cose e i colori del prato antistante divennero intensi oltremodo. Che paura ragazzi.. il viaggio stava per cominciare. "Allaccia le cinture" pensai, si parte!
Ero lì seduto e sapevo quello che stava succedendo ma mancava ancora una cosa prima, dovevo pisciare e questo divenne un bisogno impellente perché sapevo che rimandarlo mi avrebbe messo nella condizione di farlo nella confusione dei miei pensieri che già stavano accelerando vertiginosamente.
Decisi di alzarmi e di infilarmi in un canneto lì accanto per liberarmi, mi mossi ma il mio corpo era diventato pesantissimo pesavo quintali, una fatica immensa, inoltre ero diventato di legno, le mie articolazioni si piegavano a malapena ero un manichino pesante che doveva pisciare. Guardingo per paura di destare sospetti mi infilai nel canneto e finalmente mi liberai, mentre urinavo mi sentivo svuotare come se oltre all'urina mi stessi svuotando anche dell'energia vitale, mi tremavano le gambe, guardai davanti a me le fitte canne gialle e secche oscillavano e si sdoppiavano, si moltiplicavano all'infinito erano schierate creando un'unica texture che riempiva totalmente il mio campo visivo e lì dissi "cazzo è salita la botta ora sono totalmente fatto".
Ritornai sulla panchina barcollante deciso a resistere ancora a vivere l'esperienza all'esterno, mi accesi una sigaretta, ancora riuscivo ad essere nella realtà ed a compiere movimenti voluti benché tremassi un po', cercavo di portare la sigaretta alla bocca sempre con queste mani legnose e violacee, ero completamente disarticolato mi muovevo come un robot. Vedevo ciclisti e persone passarmi davanti e sembrava un teatrino, loro erano lì per me, per deliziarmi di questo curioso via vai dove ognuno si esibiva con la sua individuale andatura e postura, ognuno nella sua unicità solo per la recita a me dedicata come una sfilata di tipologie umane. Dietro i passanti la collinetta di prato eseguiva cambiamenti di forma e apparivano tra l'erba frattali e simboli di varie tonalità di verde come un messaggio in codice di qualche alfabeto azteco incomprensibile.
Che volevano dirmi?
Benché fossi ancora nel reale capivo che gli effetti stavano aumentando e pensai che sarebbe stato saggio rientrare a casa e decisi di avviarmi in un crescendo di preoccupazione e paure nei confronti della gente. Avevo paura che qualcuno mi chiedesse qualcosa o peggio di incontrare qualcuno che conoscevo, cosa gli avrei detto in quello stato? Probabilmente non ero più in grado di articolare parole. Chi mi avesse guardato negli occhi cosa avrebbe visto? Occhi spaventati e stupiti per la gran quantità di visioni, occhi confusi, contratti, occhi infermabili.
La strada per tornare a casa sembrò durare un'eternità. Attraversai il ponte dell'apocalisse dove io ero l'ultimo uomo sulla Terra, era lunghissimo e non riuscivo a scorgerne la fine. Rovine e distruzione erano tutte intorno, il cielo e l'acqua del fiume si fondevano in colori dal rosso al Viola e il sole mi indicava come fossi il prescelto. L'universo sapeva che io ero diverso.
Poi mi assentai, non so il perché ma mi trovai di fronte al portone come se avessi cancellato l'ultimo tratto di strada prima di arrivare a casa. Salendo per la tromba delle scale del palazzo tutto si fece buio e oscuro e tetro, dovetti sbrigarmi a salire per fuggire qualche terribile pericolo imminente. Rigiravo la chiave cercandone il dritto ma la vedevo ondeggiare e pregandole di farmi entrare mi ritrovai finalmente in casa.
Chiusa la porta alle mie spalle un grande tepore benefico mi inondo', ero in paradiso, felicissimo, sano e salvo, finalmente libero di essere. Ebbi una decontrazione muscolare ed assecondai il bisogno di rilassarmi accasciandomi sul pavimento.
Rotolai su me stesso, ero in estasi sentivo ogni molecola del mio corpo gemere di piacere. Mi abbandonai totalmente a questo piacere, ridevo e per un po' persi addirittura coscienza di me navigando tra i pensieri. Dopo un po' rinvenni e mi vidi ancora sul pavimento con giubbotto e cappello e decisi di usare questo barlume di lucidità se così si può chiamare per spogliarmi e mettermi la tuta. Non fu facile, il semplice recarmi in camera e cambiarmi divenne un viaggio ogni cosa cambiava forma ed io non sapevo se avevo freddo o caldo avevo infilato maldestramente due paia di calzini e i guanti che purtroppo erano due sinistri e non sapevo il perché. Mi guardavo in questa tuta che sembrava enorme ed io in quegli abiti mi sentivo sciatto, un pover uomo, meschino e trasandato, uno straccio di uomo ma nonostante questo trovai fosse davvero poco importante il mio stato, c'erano cose ben più importanti di me, cose strabilianti da vedere e la mia condizione era ben poca cosa a confronto.
Mi misi a guardare fuori dalla finestra, vedevo gli alberi muoversi e non capivo se era vero o meno ma non credo perché si spostavano non oscillavano. Anche le persone che vedevo fuori non si capiva cosa stessero facendo, vidi una donna riversa fuori dal finestrino dell'auto con il busto a penzoloni ma l'immagine si riorganizzò in una nuova forma, ora erano due innamorati che si stavano baciando appoggiati alla stessa auto, comprendendo che era un allucinazione fui comunque stupito quando mi accorsi che non erano neanche due persone abbracciate ma un uomo semplicemente appoggiato alla sua auto.
Io guardavo il mondo deformarsi dalla mia finestra stando attaccato al termosifone caldo. Quel calore stava ricaricando le mie energie, quel calore era la vita che scorreva dentro di me. Decisi che era giunto il momento di entrare nella fase musica.
Avevo preparato una playlist su YouTube di musica elettronica lenta tipo chillout, perfetta per l'occasione, bastava solo accendere lo schermo e spingere play un'operazione abbastanza elementare che riuscii a fare facilmente. La musica arrivo come se mi provenisse dall'interno, era bellissima, pensavo che solo Dio avrebbe potuto esser capace di mettere insieme quei suoni così bene da farne una melodia tanto bella e complessa che mi accompagnò per tutto il resto dell'esperienza. La musica prendeva forma, ad ogni suono corrispondeva una figura geometrica che cambiava caledoscopicamente in base al ritmo e questo avveniva ad occhi aperti!!!
Ritornai in sala e decisi di lasciarmi andare sul pavimento, riuscii a prendere dei cuscini dal divano e una coperta e mi distesi a guardare il soffitto. Da lì partì un viaggio che durò parecchio forse più di un'ora. Il corpo non lo sentivo più sapevo che si stava contorcendo come fosse un animale agonizzante in preda a degli spasmi, era lì sul pavimento che assumeva forme scomposte come un uomo schiantato a terra caduto da un palazzo altissimo e vibrava in terra ma io non lo sentivo pensai che fossi io a decidere di non sentirlo ma non so se fosse veramente così ricordo che mi compiacqui con me stesso per il controllo che avevo sulle mie contrazioni. Con gli occhi (e senza corpo) guardavo il soffitto ed accadevano varie cose: il lampadario un'enorme sfera bianca diventava prima enorme poi si rimpiccioliva, mi sovrastava come se volesse schiacciarmi e si riallontanava, poi si duplicava molte volte e le duplicazioni poi si sovrapponevano fino a tornare un unità. A volte diventava bianco come il soffitto e scompariva per poi riapparire rosa, poi celeste. Muri, lampadario e soffitto cambiavano spesso colori ed anche la luminosità variava molto, i colori che vedevo erano molto tenui un po' pastello e mi davano un senso di accudimento mi sentivo protetto e al sicuro. La prospettiva della stanza vista dal pavimento cambiava spesso e accadde molte volte che persi l'orientamento non capendo dove mi trovavo. A volte sembrava in un immenso salone o un castello che diventava simile alla Sagrada Familia con quelle guglie altissime ed io le guardavo da sotto. Altre volte un labirinto di corridoi con stanze buie e stanze luminose dislocate nello spazio con i soliti colori caldi che cangiavano alternandosi.
Rimasi più volte rapito da un quadro di Escher appeso al muro le cui scale rappresentate si muovevano e su di esse un gran viavai di formiconi. In realtà è proprio ciò che viene rappresentato in quel quadro, solo che erano vivi.
Poi roteando in terra mi trovai a un certo punto sotto il tavolo guardando la parte sottostante del piano e vidi sofisticati meccanismi meccanici che mi affascinarono tanto, ringraziai i costruttori di quei meccanismi per quei difficili sistemi di leve e ruote dentate che chissà a cosa servivano.
Sentivo ondate di follia alternarsi a momenti di lucidità, anzi più che lucidità direi momenti in cui ritrovavo la consapevolezza di dove mi trovavo.
In certi momenti riuscivo a fare delle funzioni basilari come urinare o bere, ho perfino mangiato una mela ma un attimo dopo mi ritrovavo ancora con la faccia sul pavimento e gli occhi sbarrati a guardare le piastrelle che si gonfiavano e respiravano, sulle quali apparivano le solite scritte azteche in bassorilievo.
Ero perduto nell'accavallarsi dei pensieri e nella profonda introspezione. Ricordo che pensai a quanto misera fosse la mia condizione nella quale non potevo essere in grado di dare un ordine a quella valanga di pensieri così tanti così belli ma impossibili da catturare e da esprimere.
Dopo un certo tempo passato sul pavimento immerso in questa condizione onirica cominciai a riacquistare il senno l'effetto divenne meno forte e io riuscii ad alzarmi ed andare alla finestra a fumare. Un primo segno di ripresa, il Fungo mi stava mollando.
Nonostante la prima ripresa di cognitività ero comunque ancora confuso, riuscivo a stare seduto o in piedi a lungo avevo piena coscienza del tempo che era passato cosa che prima non ero in grado di fare ma le Visual erano ancora molto consistenti.
Ricordo che andai al bagno mi specchiai e mi vidi stanco e pallido, dallo specchio vedevo le mie braccia lungo il corpo con le mani appoggiate al lavandino, e nonostante mi sentissi abbastanza lucido, le braccia non sembrava fossero mie e le mani viola si scioglievano nel lavabo diventando lunghe e molli, ancora non ne ero fuori. Poco dopo riuscii a defecare era un buon segno, i muscoli addominali si stavano decontraendo. Erano passate tre ore dall'assunzione e gli effetti andavano scemando, io ero riatterrato sulla terra.
Passai un'altra ora circa riascoltando alcuni brani che mi erano piaciuti particolarmente e sistemando il casino di cuscini e le coperte che avevo buttato per terra.
Allo scadere della quarta ora ero completamente ripreso ed in grado di pensare e parlare normalmente ma ero tremendamente esausto.
Cenai, mi feci una doccia e andai a letto, quella notte dormii come un sasso.

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Re: Racconto del mio viaggio.

Messaggio da era » lun mar 01, 2021 9:46 pm

Un riassunto molto dettagliato dell'esperienza vissuta, complimenti.
Una domanda: fai anche utilizzo di dmt? (non intendo in unione all'assunzione dei funghi)
Non ho tempo.

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Re: Racconto del mio viaggio.

Messaggio da gibran » mar mar 02, 2021 11:18 am

Ciao era. Grazie😊 È stata un'esperienza così profonda che ho voluto scriverla prima di iniziare a dimenticare i dettagli.
Alla tua domanda rispondo no. Non ho mai preso Dmt. Onestamente non so neanche cosa sia.

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Re: Racconto del mio viaggio.

Messaggio da era » mar mar 02, 2021 5:43 pm

gibran ha scritto:
mar mar 02, 2021 11:18 am
Alla tua domanda rispondo no. Non ho mai preso Dmt. Onestamente non so neanche cosa sia.
Mi aveva attirato quel particolare riguardo la comparazione con il linguaggio azteco incomprensibile.

Fondamentalmente il principio attivo della psilocibina contenuta nei funghetti è anche la dmt o dimetiltriptammina. Infatti la psilocibina viene chiamata 4-fosforilossi-N,N-dimetiltriptammina.
Non ho tempo.

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Re: Racconto del mio viaggio.

Messaggio da DM Tripson » mar mar 02, 2021 5:49 pm

@gibran sei riuscito a ricordare tanti dettagli, complimenti per il report!
Non si capisce quanta esperienza hai coi nostri funghetti, ma certamente 4 grammi in giro per Roma non sono pochi, inoltre era giorno di Luna Piena che secondo me amplifica gli effetti.
Per fare un'esperienza errante in città come la tua io suggerirei di non superare i 2 - 2,5 grammi se hai una sensibilità normale, e preferirei spazi naturali. Ma andare in uno dei bei parchi di Roma no? ;)
Quando ho letto la parte da quando sei rientrato a casa mi sono rilassato anche io :lol: prima di quel momento la storia mi stava inquietando parecchio...
Ciao!
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Re: Racconto del mio viaggio.

Messaggio da Abeja G. » mar mar 02, 2021 8:12 pm

DM Tripson ha scritto:
mar mar 02, 2021 5:49 pm
Quando ho letto la parte da quando sei rientrato a casa mi sono rilassato anche io :lol: prima di quel momento la storia mi stava inquietando parecchio...
Anche a me!!

Bella esperienza gibran!!

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Re: Racconto del mio viaggio.

Messaggio da gibran » mar mar 02, 2021 9:42 pm

Hahah.. Si avete ragione ma i parchi ce li ho lontani da casa ed essere vicino ad un luogo protetto per me era indispensabile. Per quanto riguarda l'esperienza beh.. Allora io ho 45 anni, questa è la seconda volta che assumo funghi, la prima 3 grammi un mese fa ma in verità da ragazzo assumevo spesso Lsd. Quasi 30 anni fa ero uno psiconauta esperto. Poi smisi per molti anni ed ora riprovare i funghi mi ha fatto fare un tuffo nel passato. È come se fossi rientrato nel mondo di Alice dopo esser mancato per tanto tempo ed aver rincontrato vecchi amici (sensazioni quasi dimenticate). È stata un'esperienza bellissima. Gestita perfettamente. Ancora ricordo bene come si viaggia. 😄

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Re: Racconto del mio viaggio.

Messaggio da Abeja G. » mer mar 03, 2021 10:23 pm

gibran ha scritto:
mar mar 02, 2021 9:42 pm
È come se fossi rientrato nel mondo di Alice dopo esser mancato per tanto tempo ed aver rincontrato vecchi amici (sensazioni quasi dimenticate). È stata un'esperienza bellissima.
SENSAZIONI BELLISSIME!!

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