Prima esperienza 1P-LSD, 200ug

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tucidide1973
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Prima esperienza 1P-LSD, 200ug

Messaggio da tucidide1973 » mer giu 30, 2021 9:26 am

Prima esperienza 1P-LSD, 200ug

Luogo del misfatto: casa mia.

Premetto che ho (avuto) una lunga relazione d'amore coi funghetti, che ho visto infiniti mondi (im)possibili e ho imparato una infinità di cose attraverso di essi, e dunque ho un passato da psiconauta, ma pochi giorni fa ho deciso di riprendere a viaggiare e di farlo con questa molecola. E' mezzogiorno spaccato. Apro il rubinetto. Riempio un bicchiere d'acqua. Poi, lo bevo assieme a due francobolli della sostanza. Passa mezz'ora. I colori sono più brillanti. Passano altri venti minuti. Non riesco più a tenere gli occhi aperti. Li chiudo, e un demone di luce e pura volontà mi porta attraverso infiniti mondi e civiltà che si sgretolano al suo passaggio o viceversa si creano sulle macerie delle precedenti. La forza di queste visioni è pari a quella di un tornado. Nulla a che vedere col fungo, che preso in dosi eroiche ti fa vedere cose e mondi ma guidandoti quasi. 1P-LSD no. E' brutale. Un ottovolante. Che attorno a me ci sia la penombra o la luce poco gli importa. La girandola di distruzione e creazione dei mondi continua, all'infinito, è quasi insopportabile. Infatti, dopo quasi tre ore, sebbene le visioni brucino ancora nel mio cervello, decido di aprire gli occhi. Sono le 16. Tutto intorno a me pare vivere di vita propria. Osservo la mia mano e l'avambraccio, abbronzati. Sono due sculture lignee che hanno attraversato i secoli. Scendo dal letto della mia camera, in cui ho avuto le visioni. Vado in salotto. Accendo il ventilatore, mi siedo sul divano. La riproduzione di un dipinto di Bruegel appesa alla parete si anima dall'interno. I grembiuli dei contadini frusciano. Le mani dei commensali si toccano. La gente che sembra parlare, parla. E' tutto molto bello. Passa un'altra ora. Me ne sto tranquillamente seduto sulla tazza del cesso. Il fruscio dell'aria condizionata mi culla. Il tappetino vicino al bidet ribolle, pare un piccolo sahara che vive di vita propria, mentre le piastrelle vicino al lavandino si sciolgono ai bordi e colano sul pavimento, dove c'è un onda di sostanza che fa avanti e indietro, come un onda sulla risacca. Altre visioni, ad occhi chiusi. Sono le 18. La stanchezza si fa sentire, ma il carburante è ancora tanto. Accendo la tv, i volti delle persone tendono a scomporsi. Le loro bocche parlano da sole. Appare Mentana, la sua faccia è quella di un mutante per metà rospo. I bordi delle figure sono elettrici. I colori sempre più intensi. Ogni cosa, anche al di fuori dello schermo televisivo, è un caldo abbraccio di colori. Vado in cucina. La lingua mi pizzica. Le gambe sono un po' indolenzite. Bevo un sorso d'acqua dal rubinetto. Il flusso di liquido esce, ha un colore smeraldo, pare quello del mare in certe grotte sarde. Il godimento estetico è massimo. I pensieri filosofici tipici del fungo non ci sono. Non c'è nemmeno quel senso di energia ad esso associato. Sono le 23. Mi sento stanco. Vorrei che il carburante della sostanza finisce. Invece no. C'è. Brucia ancora. Scalpito. Vado avanti così fino alle 3,30 del mattino, poi prendo due pasticche di melatonina e dormo. Il giorno dopo sono un rottame. La mente è stanca. Il corpo pure. Un senso di obnubilazione generale mi assale. Mi dico: no, 'sta roba non è decisamente come il fungo, preferisco il fungo. Poi rifletto, e capisco che con la quantità di sostanza ingerita ho raggiunto solo la soglia più bassa del potenziale psichedelico della sostanza stessa. Fine della storia, o forse no.


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