DOMANDA PER DM TRIPSON

Raccolta di funghi spontanei: identificazione, consigli, report
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yspacex
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DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da yspacex » dom ago 01, 2021 10:10 am

Reputo questa persona come la più qualificata in assoluto per rispondere a tale domanda... @DM Tripson , ti volevo chiedere: Utilizzando un classico essiccatore (di quelli rotondi), acquistabili per una trentina d'euro su Amazon, quali sarebbero I DATI MIGLIORI per far dare il massimo ai funghi? Avrei bisogno di sapere da te questi due dati: ORE DENTRO L'ESSICCATORE ed anche TEMPERATURA GIUSTA. Quasi tutti gli essiccatori vanno a 5 a 5 riguardo i gradi, quindi 30-35-40-45-50-55, etc. So già che in meno tempo vengono essiccati e meglio è, pur non mantenendo una temperatura troppo alta, però ho assolutamente bisogno di capire quale sia la migliore! Ti ringrazio davvero. Attualmente non sto facendo nulla, ma ho bisogno di una risposta da tenere a mente per il futuro. Grazie!


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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da DM Tripson » dom ago 01, 2021 3:58 pm

yspacex ha scritto:
dom ago 01, 2021 10:10 am
Reputo questa persona come la più qualificata in assoluto per rispondere a tale domanda... @DM Tripson , ti volevo chiedere: Utilizzando un classico essiccatore (di quelli rotondi), acquistabili per una trentina d'euro su Amazon, quali sarebbero I DATI MIGLIORI per far dare il massimo ai funghi? Avrei bisogno di sapere da te questi due dati: ORE DENTRO L'ESSICCATORE ed anche TEMPERATURA GIUSTA. Quasi tutti gli essiccatori vanno a 5 a 5 riguardo i gradi, quindi 30-35-40-45-50-55, etc. So già che in meno tempo vengono essiccati e meglio è, pur non mantenendo una temperatura troppo alta, però ho assolutamente bisogno di capire quale sia la migliore! Ti ringrazio davvero. Attualmente non sto facendo nulla, ma ho bisogno di una risposta da tenere a mente per il futuro. Grazie!
DM Tripson ti ringrazia per l'apprezzamento :) ma qui nel forum sono tanti che contribuiscono a fare informazione, ne approfitto per ringraziare @asklepios a cui fischieranno le orecchie, tante volte ho indirizzato a lui amici con domande sui funghi, in particolare per la coltivazione! Dovrebbe scrivere un libro 8-)

Per essiccare ci sono due teorie: veloce e lenta.
La prima dice che i principi attivi non soffrono il caldo ma l'ossidazione, e quindi il processo di asciugatura va fatto anche a 70 C° così che si acceleri al massimo il tempo. In questa teoria l'ossidazione è sostenuta dal flusso di aria, indipendentemente dalla temperatura.
La seconda invece dice che i principi attivi soffrono la temperatura e che l'ossidazione in questo caso aumenta, quindi temperatura intorno ai 35 C°fino a che i funghi sono ben secchi. Qui la teoria dice che l'ossidazione causata dal flusso d'aria è meno rilevante di quella data dall'aumento di temperatura.
In entrambi i casi è fondamentale che l'essiccazione li faccia diventare asciutti e fragili come i cracker, appena provi a piegarli si devono spezzare nettamente. Questo risultato è necessario per garantire una lunga conservazione, poi devi tenerli in un contenitore ermetico, meglio se al fresco, meglio ancora se sottovuoto e poi nel congelatore.

Quale preferisco personalmente? La seconda, il "tempo" è un ingrediente importantissimo in tante cose, quasi sempre ridurre i tempi porta a un peggioramento del risultato, per me è così anche in questo caso.
I funghi contengono psilocibina e psilocina, mentre la prima resiste bene alle temperature, la seconda invece no. Per questo motivo la seconda forse resiste meglio e probabilmente si conserva di più se il fungo non si scalda troppo, in ogni caso facendo così ho funghi che dopo anni sono ancora buoni come il primo giorno (ben secchi, sottovuoto e nel surgelatore).
In questo caso quanto tempo? Dipende principalmente dalle dimensioni dei funghi, che io cerco di non tagliare per evitare esposizioni all'aria non necessarie, quindi servono da 24 a 48 ore, anche se ti suggerisco di non guardare il tempo, piuttosto ogni tanto li tocchi e poi provi a vedere se si piegano o si spezzano. Il tempo necessario è quando sono pronti, lo capirai facilmente quando farai il primo raccolto. Auguri <3

Una nota importante: mai essiccarli al sole, va bene per i pomodori (che hanno spiccate qualità solari) ma non per i funghetti, i principi attivi si ossidano al sole, così come i funghi si rovinano se mentre crescono li esponi alla luce solare diretta.
DM Tripson è uno scrittore italiano che ama i Funghi Magici.
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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da asklepios » lun ago 02, 2021 11:30 am

Grazie del tag @DM Tripson. Alla fine l'importante è che siano ben secchi una volta finito, altrimenti dureranno poco :D

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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da yspacex » mar ago 03, 2021 12:16 pm

DM Tripson ha scritto:
dom ago 01, 2021 3:58 pm
yspacex ha scritto:
dom ago 01, 2021 10:10 am
Reputo questa persona come la più qualificata in assoluto per rispondere a tale domanda... @DM Tripson , ti volevo chiedere: Utilizzando un classico essiccatore (di quelli rotondi), acquistabili per una trentina d'euro su Amazon, quali sarebbero I DATI MIGLIORI per far dare il massimo ai funghi? Avrei bisogno di sapere da te questi due dati: ORE DENTRO L'ESSICCATORE ed anche TEMPERATURA GIUSTA. Quasi tutti gli essiccatori vanno a 5 a 5 riguardo i gradi, quindi 30-35-40-45-50-55, etc. So già che in meno tempo vengono essiccati e meglio è, pur non mantenendo una temperatura troppo alta, però ho assolutamente bisogno di capire quale sia la migliore! Ti ringrazio davvero. Attualmente non sto facendo nulla, ma ho bisogno di una risposta da tenere a mente per il futuro. Grazie!
DM Tripson ti ringrazia per l'apprezzamento :) ma qui nel forum sono tanti che contribuiscono a fare informazione, ne approfitto per ringraziare @asklepios a cui fischieranno le orecchie, tante volte ho indirizzato a lui amici con domande sui funghi, in particolare per la coltivazione! Dovrebbe scrivere un libro 8-)

Per essiccare ci sono due teorie: veloce e lenta.
La prima dice che i principi attivi non soffrono il caldo ma l'ossidazione, e quindi il processo di asciugatura va fatto anche a 70 C° così che si acceleri al massimo il tempo. In questa teoria l'ossidazione è sostenuta dal flusso di aria, indipendentemente dalla temperatura.
La seconda invece dice che i principi attivi soffrono la temperatura e che l'ossidazione in questo caso aumenta, quindi temperatura intorno ai 35 C°fino a che i funghi sono ben secchi. Qui la teoria dice che l'ossidazione causata dal flusso d'aria è meno rilevante di quella data dall'aumento di temperatura.
In entrambi i casi è fondamentale che l'essiccazione li faccia diventare asciutti e fragili come i cracker, appena provi a piegarli si devono spezzare nettamente. Questo risultato è necessario per garantire una lunga conservazione, poi devi tenerli in un contenitore ermetico, meglio se al fresco, meglio ancora se sottovuoto e poi nel congelatore.

Quale preferisco personalmente? La seconda, il "tempo" è un ingrediente importantissimo in tante cose, quasi sempre ridurre i tempi porta a un peggioramento del risultato, per me è così anche in questo caso.
I funghi contengono psilocibina e psilocina, mentre la prima resiste bene alle temperature, la seconda invece no. Per questo motivo la seconda forse resiste meglio e probabilmente si conserva di più se il fungo non si scalda troppo, in ogni caso facendo così ho funghi che dopo anni sono ancora buoni come il primo giorno (ben secchi, sottovuoto e nel surgelatore).
In questo caso quanto tempo? Dipende principalmente dalle dimensioni dei funghi, che io cerco di non tagliare per evitare esposizioni all'aria non necessarie, quindi servono da 24 a 48 ore, anche se ti suggerisco di non guardare il tempo, piuttosto ogni tanto li tocchi e poi provi a vedere se si piegano o si spezzano. Il tempo necessario è quando sono pronti, lo capirai facilmente quando farai il primo raccolto. Auguri <3

Una nota importante: mai essiccarli al sole, va bene per i pomodori (che hanno spiccate qualità solari) ma non per i funghetti, i principi attivi si ossidano al sole, così come i funghi si rovinano se mentre crescono li esponi alla luce solare diretta.
Ti ringrazio moltissimo per la risposta! Mesi fa avevo conosciuto un'amica molto attratta dall'argomento che li coltivava, o meglio, stava effettuando delle prove. Il primo KIT (erano Golden Teacher) sono stati messi nell'essiccatore a 45° per 14 ore. Sono usciti perfetti! La seconda volta (erano McKennaii) sono stati inseriti nell'essiccatore a 70° per 10 ore circa... Purtroppo c'era ancora il coprifuoco del Signor Conte Dracula e non ha potuto fare di meglio. Beh, questi McKennaii erano quasi privi di tutto. Abbiamo sempre "incolpato" la tipologia di funghi, pensando che i Golden Teacher fossero migliori, ma ora credo che il problema sia stato solo l'essiccazione mal effettuata.

35° è la temperatura minima dell'essiccatore. Consiglieresti di lasciare questa temperatura e non far caso alle ore che passano? Anche se dovesse passare un giorno e mezzo, lasciare a 35° finché non si sentono realmente rompersi come dei crackers?

Se un fungo inserito nell'essiccatore è piccolo ed uno è più grande, consiglieresti di rimuovere quello piccolo appena pronto o di lasciare tutti insieme finché ognuno ha raggiunto il suo "stadio cracker"?

QUESTO E' IL PRIMO QUESITO PER IL QUALE TENGO MOLTO AD AVERE CHIAREZZA, ANCHE PER DARE CONSIGLI FUTURI A PERSONE MERITEVOLI <3

Il secondo ed ultimo quesito è: Conviene sempre inserire il fungo intero nell'essiccatore, senza tagliarlo? Farlo a fettine rovinerebbe gran parte del principio attivo durante l'essiccatura?

GRAZIE DAVVERO!

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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da yspacex » mar ago 03, 2021 12:17 pm

asklepios ha scritto:
lun ago 02, 2021 11:30 am
Grazie del tag @DM Tripson. Alla fine l'importante è che siano ben secchi una volta finito, altrimenti dureranno poco :D
Ciao, ringrazio molto anche te per ciò che mi hai scritto! Ho appena inviato una risposta a DM Tripson, potresti leggerla anche tu e darmi il tuo parere? Due persone esperte mi farebbero solo piacere ^_^

Grazie :ninja:

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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da DM Tripson » mar ago 03, 2021 5:15 pm

yspacex ha scritto:
mar ago 03, 2021 12:16 pm
DM Tripson ha scritto:
dom ago 01, 2021 3:58 pm
yspacex ha scritto:
dom ago 01, 2021 10:10 am


QUESTO E' IL PRIMO QUESITO PER IL QUALE TENGO MOLTO AD AVERE CHIAREZZA, ANCHE PER DARE CONSIGLI FUTURI A PERSONE MERITEVOLI <3

Il secondo ed ultimo quesito è: Conviene sempre inserire il fungo intero nell'essiccatore, senza tagliarlo? Farlo a fettine rovinerebbe gran parte del principio attivo durante l'essiccatura?

GRAZIE DAVVERO!
Sì, 35C° senza preoccuparsi di quanto tempo servirà, la temperatura consente di ottenere comunque una essiccazione perfetta, basta verificare a che punto sono ogni tanto.
Se vuoi puoi togliere quelli più piccoli man mano che vengono pronti, come preferisci. Io di solito li raccolgo tutti in una volta perché li metto in un barattolo a tenuta d'aria in frigorifero, così stanno al fresco senza prendere umidità, ma dato che quando togli il barattolo dal frigo devi aspettare che torni a temperatura ambiente prima di aprirlo, faccio tutto una volta sola quando sono tutti secchi. Devi aspettare che vada a temperatura ambiente perché se lo apri appena estratto dal frigo si forma condensa sul vetro, anche dentro al barattolo, e questa umidità non fa bene ai funghi, soprattutto se apri e chiudi per aggiungere qualche fungo e lo ripeti più volte. Ti ricordo che l'umidità è nemica della conservazione dei funghi, devono restare sempre ben secchi, alcuni per mantenere secca l'aria nel barattolo aggiungono anche delle buste di silica gel (tenute separate dal contatto coi funghi è meglio se puoi).

Il fungo se puoi lascialo intero, tutto quello che aumenta il contatto della carne del fungo con l'aria è fonte di potenziale ossidazione, il principio attivo potrebbe deteriorarsi un po' di più. A volte nascono funghi così grandi che non ci stanno nell'essiccatore, in quel caso direi che puoi tagliarlo senza soffrire :lol: danni non ne farai.
Ciao!
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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da asklepios » mar ago 17, 2021 11:53 pm

Vorrei aggiungere un dettaglio che ho trovato facendo ricerca:
https://www.shroomery.org/forums/showfl ... 6#22264256
Thermal degradation takes very high temperature. Like I said over 300/350

Enzymatic degradation because fruits are still wet takes place at room temp to warm temps. Over 150-160f most enzymes are cometely deactivated.

Us guys who have been around do as hot as the dehydrator goes. To shut off enzymes. And get them cracker dry as fast as possible to lock in potency.
Traduzione: la degradazione termica dei funghi avviene a temperature sopra i 150 °C. La degradazione ad opera di enzimi invece avviene a temperatura ambiente. Sopra i 65 °C la maggior parte degli enzimi viene disattivata. Essiccare alla temperatura più alta disponibile sull'essiccatore (in genere 70 °C) disattiva gli enzimi fermando la degradazione e allo stesso tempo è più veloce nell'ottenere funghi perfettamente secchi.

Secondo me è un ragionamento sensato, anche se andrebbe ovviamente verificato per poter dire con certezza

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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da DM Tripson » mer ago 18, 2021 10:46 am

asklepios ha scritto:
mar ago 17, 2021 11:53 pm
Vorrei aggiungere un dettaglio che ho trovato facendo ricerca:
https://www.shroomery.org/forums/showfl ... 6#22264256
Thermal degradation takes very high temperature. Like I said over 300/350

Enzymatic degradation because fruits are still wet takes place at room temp to warm temps. Over 150-160f most enzymes are cometely deactivated.

Us guys who have been around do as hot as the dehydrator goes. To shut off enzymes. And get them cracker dry as fast as possible to lock in potency.
Traduzione: la degradazione termica dei funghi avviene a temperature sopra i 150 °C. La degradazione ad opera di enzimi invece avviene a temperatura ambiente. Sopra i 65 °C la maggior parte degli enzimi viene disattivata. Essiccare alla temperatura più alta disponibile sull'essiccatore (in genere 70 °C) disattiva gli enzimi fermando la degradazione e allo stesso tempo è più veloce nell'ottenere funghi perfettamente secchi.

Secondo me è un ragionamento sensato, anche se andrebbe ovviamente verificato per poter dire con certezza
Su shroomery avevo letto pareri discordanti a proposito della temperatura di essiccazione, è un argomento controverso su cui non c'è accordo. I funghi che ho essiccato a 35C° sono ottimi, per fare una prova a 70C° devo aspettare la prossima volta ed essiccare una parte del raccolto in questo modo e poi testare il risultato. Però penso anche che la stessa quantità degli stessi funghi essiccati nello stesso modo può dare risultati molto diversi, c'è questa parte soggettiva che non rende affidabile una valutazione della potenza, per dire che una prova non basta e invece ne servirebbero molte di più - per esempio 3 esperienze con 3,5 essiccati a 35C° e altrettante con stessa quantità ma essiccata a 70C°. Nei prossimi mesi vediamo se riesco a programmarle
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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da fabrob » mer ago 18, 2021 10:51 am

@DM Tripson @asklepios

secondo me può valere per diverse qualità di funghi ma nei forum spesso non viene specificato. ad esempio, un envy penis potrebbe essere essiccato a 70 gradi perchè è bello grosso ed a 35 gradi ci metterebbe 5 giorni! invece un semilanceata a 35 gradi si essicca favolosamente. possibile che dipenda dalla qualità del fungo il ragionamento dei gradi? ci stavo pensando proprio ieri

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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da asklepios » mer ago 18, 2021 11:47 am

Fino a un certo punto. Certo che un fungo grasso a 70 °C essicca prima, ma lo stesso discorso puoi farlo per funghi più piccoli. L'unico modo per sapere con certezza sarebbe fare un'analisi di laboratorio su un fungo prima e dopo l'essiccazione per vedere in che misura si degradano i principi attivi. Misurare la potenza mangiandoli mi sembra poco affidabile, in quanto la suggestione gioca un grande ruolo negli effetti percepiti. È poi un dato di fatto che la degradazione, se avviene, è minima, in quanto entrambe le temperature alta e bassa sono molto utilizzate. Differenze del genere non sono certo misurabili senza strumenti di laboratorio secondo me

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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da DM Tripson » mer ago 18, 2021 12:06 pm

Ho ricordo di un report di laboratorio ma non so dove recuperarlo, c'erano dati sulle diverse modalità.
In ogni caso non credo che la temperatura di essiccazione sia un dato così critico se dobbiamo affidarci a misurazioni analitiche per vedere le differenze, se ci fossero problemi con le essiccazioni ai due estremi lo sapremmo, in molti lo avrebbero riportato ma così non è stato.
Di certo il problema che si rileva spesso è l'essiccazione fatta male, in cui sia rimasta dell'umidità nei funghi: in questo caso le segnalazioni di funghi inefficaci sono frequenti, quindi basta che siano ben secchi e come lo hai ottenuto non è rilevante - basta che non siano stati essiccati al sole!
In ogni caso farò le prove, anticipo che ci vorrà un bel po' di tempo!
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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da fabrob » mer ago 18, 2021 10:06 pm

asklepios ha scritto:
mer ago 18, 2021 11:47 am
Fino a un certo punto. Certo che un fungo grasso a 70 °C essicca prima, ma lo stesso discorso puoi farlo per funghi più piccoli. L'unico modo per sapere con certezza sarebbe fare un'analisi di laboratorio su un fungo prima e dopo l'essiccazione per vedere in che misura si degradano i principi attivi. Misurare la potenza mangiandoli mi sembra poco affidabile, in quanto la suggestione gioca un grande ruolo negli effetti percepiti. È poi un dato di fatto che la degradazione, se avviene, è minima, in quanto entrambe le temperature alta e bassa sono molto utilizzate. Differenze del genere non sono certo misurabili senza strumenti di laboratorio secondo me
hai perfettamente ragione

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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da fabrob » mer ago 18, 2021 10:07 pm

DM Tripson ha scritto:
mer ago 18, 2021 12:06 pm
Ho ricordo di un report di laboratorio ma non so dove recuperarlo, c'erano dati sulle diverse modalità.
In ogni caso non credo che la temperatura di essiccazione sia un dato così critico se dobbiamo affidarci a misurazioni analitiche per vedere le differenze, se ci fossero problemi con le essiccazioni ai due estremi lo sapremmo, in molti lo avrebbero riportato ma così non è stato.
Di certo il problema che si rileva spesso è l'essiccazione fatta male, in cui sia rimasta dell'umidità nei funghi: in questo caso le segnalazioni di funghi inefficaci sono frequenti, quindi basta che siano ben secchi e come lo hai ottenuto non è rilevante - basta che non siano stati essiccati al sole!
In ogni caso farò le prove, anticipo che ci vorrà un bel po' di tempo!
grazie, poi se creerai una sorta di pagina dedicata all'argomento spiegando le tue prove sarebbe utilissimo

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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da asklepios » mar feb 28, 2023 12:09 am

Aggiungo un articolo attinente all'argomento:
Stability of psilocybin and its four analogs in the biomass of the psychotropic mushroom Psilocybe cubensis

Faccio un breve riassunto, in rosso i miei commenti:
Funghi freschi sono stati tagliati in listarelle più o meno uguali, quindi conservati ed essiccati in diversi modi. Il solvente utilizzato per l'estrazione e l'analisi tramite UHPLC-MS è metanolo con acido acetico allo 0,5%, e l'estrazione è stata effettuata sulla polvere derivante dalla macinazione dei funghi essiccati al buio a temperatura ambiente (si vedrà poi perché).
La polvere secca così ottenuta è stata scaldata alle temperature di 25, 50, 75, 100, 125 e 150 °C per 30 minuti, quindi riportata a temperatura ambiente e estratta per analizzarne la concentrazione in principi attivi. Dalla figura 1 è possibile vedere come la degradazione è inizialmente di scarsa entità (sembra non raggiungere neanche il 15% di perdita in principio attivo per poi aumentare esponenzialmente dopo i 100 °C). Le percentuali esatte non sono riportate.

La concentrazione di psilocibina è stata confrontata tra funghi freschi e polvere di funghi tagliati in listarelle e seccati al buio a temperatura ambiente. La concentrazione di triptammine totali è stata praticamente la stessa, a riprova del fatto che l'essiccatura al buio a temperatura ambiente non porta a degradazione significativa dei principi attivi. Si è osservato però un aumento di psilocibina e concomitante diminuzione di psilocina nei funghi secchi. (NON è stata testata l'essicazione con aria calda, quindi come negli essiccatori per alimenti)

Si è osservato che la concentrazione totale di triptammine nei gambi era 50% in meno che nei cappelli.

Cinque esemplari di funghi sono stati tagliati in listarelle più o meno uguali, quindi trattati in diversi modi: conservazione a temperatura ambiente al buio e alla luce, liofilizzazione, conservazione in freezer a -20 °C e a -80 °C. Si è osservato che:
  • 1) Tra quelli conservati a temperatura ambiente, quelli conservati alla luce hanno rivelato una diminuzione di circa 7% nella concentrazione totale di principi attivi (percentuale estrapolata dal grafico, dati non presenti), indice della fotosensibilità della psilocina.
  • 2) La concentrazione più alta di principi attivi si è ritrovata nei campioni conservati a temperatura ambiente, in particolare quelli al buio. (non si parla di come sia stata effettuata l'essiccazione a temperatura ambiente, se siano stati utilizzati sali disidratanti o umidità controllata, manca quindi un importante dato ovvero quanto a lungo i funghi sono rimasti non del tutto secchi)
  • 3) Una riduzione dell'88% dei principi attivi è stata osservata nei funghi liofilizzati. Questo si ipotizza essere una combinazione di una struttura porosa del fungo liofilizzato, che aumenta il contatto con l'aria, e la rottura delle cellule dovuta alla precongelazione in freezer necessaria alla liofilizzazione. Quest'ultima ipotesi potrebbe essere eliminata facendo la precongelazione in azoto liquido.
  • 4 e 5) I funghi non essiccati e conservati in freezer (sia a -20 °C che a -80 °C) hanno portato anche loro a una riduzione consistente nella concentrazione totale di triptammine, fino a un massimo di 94% nel campione a -80 °C. (vedere figura 2 per confronto dati)
Si è quindi analizzata la stabilità delle triptammine in polvere di funghi, ottenuta in seguito all'essiccazione al buio a temperatura ambiente dei funghi tagliati in listarelle. La polvere è stata conservata in diverse condizioni: temperatura ambiente alla luce e al buio, frigorifero a 4 °C, freezer a -20 °C e -80 °C. La concentrazione totale di triptammine si è ridotta di 2 terzi nel giro di 15 mesi, e ha raggiunto lo stesso valore in tutti i campioni.

In conclusione, per prevenire la degradazione delle triptammine le condizioni migliori studiate sono state quelle di essiccare il fungo al buio a temperatura ambiente. Per migliorarne la conservazione, si suggerisce di conservare i funghi secchi in atmosfera inerte.

Una parte che ho omesso è quella in cui osservano che l'estrazione sui funghi freschi è molto più efficace se questi sono tagliati il meno possibile, è vero invece l'inverso per i funghi secchi. Potrebbe essere interessante per chi prepara un tè a partire dai funghi freschi.
Secondo me da questo articolo si possono trarre alcune conclusioni interessanti, oltre ai commenti che ho già fatto, e alcune domande ancora restano aperte:
  • Un metodo che sembra garantire la quasi nulla degradazione dei principi attivi (salvo una certa percentuale di conversione della psilocina in psilocibina) è tagliare i funghi a listarelle ed essiccarli al buio a temperatura ambiente. Tagliare i funghi a listarelle permetterebbe anche di avvalersi dei sali disidratanti, il cui principale svantaggio per l'essiccazione è l'incapacità essiccare efficacemente l'interno del fungo. Visto che probabilmente la rottura delle cellule è un grande fattore nella degradazione dei principi attivi (e bluificazione), consiglierei se si sceglie di adottare questo metodo di lavorare maneggiando i funghi il meno possibile e di usare un coltello molto affilato per tagliarli. Evitare i coltelli seghettati sicuramente, che strappano e danneggiano quello che tagliano, teniamoli per la bistecca.
  • Secondo me particolarmente significativo è l'esempio dei funghi liofilizzati, ovvero seccati in assenza di calore, e conservati in freezer, come anche l'esempio dei funghi seccati nelle migliore condizioni quindi polverizzati e conservati in freezer. Si osserva una degradazione drastica dei principi attivi rispetto a tutti gli altri metodi, in assenza dei due principali sospetti: temperatura e umidità. Questo di fatto lascia l'ossigeno, e l'aumento dell'area esposta all'aria conseguente alla rottura delle cellule sia nel processo di liofilizzazione che in quello di macinazione mi porta a pensare che sia lui il principale responsabile. Una cosa che quindi possiamo dire con quasi totale certezza è che prima di ogni altra cosa va evitata la macinazione dei funghi, e che quindi non è consigliabile polverizzare grandi quantità e conservarle (per il microdosing ad esempio)
  • In base a questi dati, se dovessi azzardare un'ipotesi riguardante l'essiccazione a 70 °C, la consiglierei nei casi in cui si voglia velocizzare l'essiccazione (come nel caso di grandi quantità ed essiccatore pieno) sacrificando una piccola percentuale di principio attivo (probabilmente intorno al 10/15% rispetto all'essiccazione a 30 °C). Manca comunque un'analisi diretta dell'essiccazione in essiccatore, e il fattore chiave non viene analizzato: il riscaldamento in presenza di acqua. Di fatto non si risponde alla questione se sia meglio eliminare l'acqua il prima possibile o ridurre il più possibile l'esposizione all'alta temperatura, e la mia resta soltanto un'ipotesi. Di fatto comunque l'articolo sembra ridimensionare grandemente l'importanza di entrambi i fattori.

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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da DM Tripson » mar feb 28, 2023 11:15 am

@asklepios bel lavoro, grazie per il tempo che ci hai dedicato, molto utile!
Io ho sempre essiccato alla temperatura minima dell'essiccatore alimentare che uso, cioè a 35C°; non taglio i funghi e li lascio essiccare fino a quando è necessario, poi li metto sottovuoto e infine nel surgelatore.
Qualche giorno fa ho provato ad assumere una piccola quantità conservata in queste condizioni per circa 3 anni. Ho estratto dal sacchetto qualche fungo facendo attenzione a mettere pari quantità di gambi e cappelli (faccio così per abitudine) e poi ne ho macinati abbastanza da fare un set di capsule, così da averli pronti quando servono. Come conservo le capsule? Premesso che nel locale in cui faccio la preparazione attivo il deumidificatore, la differenza sulla polvere è evidente. La capsula protegge la polvere dal contatto con l'ambiente, poi metto in un barattolo con chiusura a tenuta d'aria e infine o in frigo o in un cassetto al buio, per me non c'è differenza. Ho verificato che così si conservano molto bene, quindi in capsula e non polvere sfusa in quantità in un barattolo. Ho esperienza di buona conservazione in polvere in un barattolo per circa 5 anni, ma non posso fare una regola di una singola prova, mentre per capsule e metodo di conservazione descritto sì, ho evidenze ripetute.

Ne ho assunti 2 grammi in Lemon Tek e ho aspettato...erano in piena forma! La dose era bassa ma l'effetto è salito in poco più di 25 minuti, il picco ha cominciato a scendere in poco meno di 2 ore dall'assunzione, dopo quasi 4 ore ero rientrato completamente, con ancora effetti di pesantezza fisica - come quasi sempre mi accade con dosi basse.
Mi ha sorpreso che l'intensità fosse più alta di quanto mi sarei aspettato, ovviamente non era forte, i miei riferimenti sono quantità decisamente più alte e non faccio paragoni con quelle, è che con 2 grammi mi aspettavo visual, percezioni e pensieri meno intensi, è stata complessivamente una bellissima esperienza, quindi preparazione e conservazione in questo modo per me funzionano bene.

Questo modo di preparazione soddisfa alcuni criteri della ricerca: bassa temperatura (non proprio ambiente ma abbastanza vicina), funghi non tagliati così da ridurre l'esposizione all'ossidazione (se l'ossigeno fosse un fattore di degradazione del principio come sembra), conservazione in atmosfera inerte - assenza di atmosfera, buio. Il freddo del surgelatore in assenza di umidità nel fungo non dovrebbe danneggiare il principio attivo, cosa che invece avviene a livelli massicci se il fungo è fresco.
Direi che il sacchetto sottovuoto con funghi ben secchi può essere conservato anche dentro un armadietto a temperatura ambiente al buio, a conferma che la luce è fattore di ossidazione e degrado del principio - da cui si trova conferma che essiccare i funghi al sole è totalmente deleterio.
Il dato più importante che emerge è l'importanza della essiccazione, i funghi devono essere senza umidità se si vuole sperare in una lunga conservazione, altrimenti perderanno comunque principio attivo. Buon lavoro a tutti! :)
DM Tripson è uno scrittore italiano che ama i Funghi Magici.
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Re: DOMANDA PER DM TRIPSON

Messaggio da asklepios » mar feb 28, 2023 12:59 pm

Ah beh penso che metterli sottovuoto sia il top, elimini per quanto possibile l'ossigeno. Io ho sempre avuto remore per paura di frantumarli, tu hai osservato questo problema?

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